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CRISTO VELATO - "Veiled Christ"

CRISTO VELATO


The marble work known as "Veiled Christ", sculpted by Giuseppe Sanmartino in 1753, represents a fascinating and evocative image of the dead Christ, covered by a shroud made of the same block of marble in which the body of Jesus is carved. To commission the statue, Prince Raimondo di Sangro, to whom the Sansevero chapel belonged in the center of which the sculpture is placed, was asked to create "a marble statue carved in natural size, representing Our Lord Jesus Christ - dead, covered by a transparent shroud made from the same block as the statue. The aura of mystery that surrounds the work and the ways of its incredible realization, to the point of having influenced for centuries the observers who thought of a real magic, is the same that surrounds the entire chapel, rich in Masonic symbols and initiators and the same figure as the client, Prince Raimondo di Sangro, Prince of Sansevero (1710-1771). He, considered a fervent exponent of the European Enlightenment, was a scholar, publisher, first Grand Master of Neapolitan Freemasonry and a prolific inventor and enterprising patron. His strongest interests included esotericism, chemistry and anatomy (as evidenced by the other two curious works, located inside the Chapel, the so-called "anatomical machines") to the point of acquiring fame, among the his contemporaries, of real "magician". As stated by a distinguished Neapolitan intellectual, Benedetto Croce, "for the populace of the streets that surround the Cappella dei Sangro [the Prince of Sansevero is] the Neapolitan incarnation of Dr. Faust [...] who made the pact with the devil, and it has become an almost devil himself, to master the most hidden secrets of nature ».
The chapel of Sansevero is located in the historic center of the city, near the Church of San Domenico Maggiore, in Via Francesco De Sanctis, and is one of the treasures visited on the La Sirena DiVita Tour.


L’opera marmorea nota come “Cristo velato”, scolpita da Giuseppe Sanmartino nel 1753, rappresenta un’affascinante e suggestiva immagine di Cristo morto, coperto da un sudario realizzato con lo stesso blocco di marmo nel quale è scolpito il corpo di Gesù. Nel commissionare la statua, il principe Raimondo di Sangro, a cui apparteneva la cappella Sansevero al centro della quale è collocata la scultura, chiedeva di realizzare «una statua di marmo scolpita a grandezza naturale, rappresentante Nostro Signore Gesù Cristo morto, coperto da un sudario trasparente realizzato dallo stesso blocco della statua». L’alone di mistero che avvolge l’opera e le modalità della sua incredibile realizzazione, al punto da aver per secoli suggestionato gli osservatori che pensavano ad una vera e propria magia, è lo stesso che avvolge l’intera cappella, ricca di simbologie massoniche ed iniziatiche e la stessa figura del committente, il principe Raimondo di Sangro, principe di Sansevero (1710-1771). Egli, considerato un fervido esponente dell’illuminismo europeo, fu un letterato, editore, primo Gran Maestro della Massoneria napoletana nonché prolifico inventore e intraprendente mecenate. Tra i suoi più forti interessi rientravano anche l’esoterismo, la chimica e l’anatomia (come testimoniano le altre due curiose opere, situate all’interno della Cappella, le cosiddette “macchine anatomiche”) al punto da acquisire la fama, tra i suoi contemporanei, di vero e proprio “mago”. Come afferma un esimio intellettuale napoletano, Benedetto Croce, «per il popolino delle strade che attorniano la Cappella dei Sangro [il principe di Sansevero è] l'incarnazione napoletana del dottor Faust [...] che ha fatto il patto col diavolo, ed è divenuto un quasi diavolo esso stesso, per padroneggiare i più riposti segreti della natura». 

 

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